Tra il 1976 e il 1977 David Berkowitz uccise sei persone e ne ferì sette a New York. Arrestato grazie a una multa, è ancora detenuto e nel 2026 ha rinunciato all’ennesima udienza per la libertà condizionale.
Tra il luglio 1976 e il luglio 1977, David Berkowitz seminò il terrore nei quartieri di New York con una serie di attacchi compiuti principalmente contro giovani e coppie. Utilizzava soprattutto un revolver calibro .44 e per questo, prima di rivelare il proprio soprannome, la stampa lo chiamò “.44 Caliber Killer”. La sua serie di sparatorie provocò sei morti e sette feriti e diede origine a una delle più grandi cacce all’uomo della storia della città.

David Berkowitz: sei omicidi e le lettere del “Son of Sam”
La prima vittima mortale fu la diciottenne Donna Lauria, uccisa nel Bronx il 29 luglio 1976 mentre si trovava in automobile con l’amica Jody Valenti, che sopravvisse. Nei mesi successivi morirono Christine Freund, Virginia Voskerichian, Alexander Esau, Valentina Suriani e Stacy Moskowitz. Altre sette persone sopravvissero alle sparatorie, alcune riportando conseguenze permanenti.
Il 17 aprile 1977, accanto ai corpi di Suriani ed Esau, Berkowitz lasciò una lettera indirizzata al capitano della NYPD Joseph Borrelli. Fu in quel messaggio che utilizzò pubblicamente il nome “Son of Sam”. Qualche settimana più tardi scrisse anche al giornalista del Daily News Jimmy Breslin, contribuendo ad alimentare la paura che ormai dominava New York. Alcune donne arrivarono a cambiare taglio o colore dei capelli nel timore di corrispondere al profilo delle vittime.
L’ultimo attacco avvenne il 31 luglio 1977 a Brooklyn. Stacy Moskowitz, 19 anni, morì, mentre Robert Violante sopravvisse perdendo un occhio e gran parte della vista nell’altro. Una testimone ricordò che quella sera degli agenti avevano distribuito multe per divieto di sosta vicino alla scena. Uno dei veicoli multati apparteneva proprio a Berkowitz. Quella semplice contravvenzione fornì alla polizia la pista decisiva.
L’arresto, il “cane demoniaco” e l’ergastolo
Il 10 agosto 1977, gli investigatori attesero Berkowitz davanti alla sua abitazione di Yonkers e lo arrestarono. Durante gli interrogatori sostenne inizialmente che un’entità demoniaca gli avesse ordinato di uccidere attraverso Harvey, il cane del vicino Sam Carr. Da qui avrebbe tratto il nome “Son of Sam”. Anni dopo, però, Berkowitz ammise che la storia del cane posseduto era stata un’invenzione. Successivamente parlò invece di un presunto gruppo satanico e di possibili complici, ma nessun’altra persona è mai stata incriminata per la serie di omicidi.
L’8 maggio 1978 Berkowitz rinunciò alla difesa per infermità mentale e si dichiarò colpevole dei sei omicidi. Il 12 giugno ricevette sei condanne consecutive da 25 anni all’ergastolo. Il caso contribuì anche alla nascita della cosiddetta “Son of Sam Law”, pensata per impedire ai criminali di guadagnare sfruttando commercialmente la notorietà dei propri delitti e per tutelare economicamente le vittime.
Berkowitz è ancora detenuto nello Stato di New York. Dal 2002 può essere preso in considerazione per la libertà condizionale, ma è stato ripetutamente respinto. Dopo il dodicesimo diniego nel maggio 2024, nel maggio 2026 ha scelto di non presentarsi alla sua tredicesima udienza, affermando di non cercare la libertà. A 73 anni, continua quindi a scontare la pena nello Shawangunk Correctional Facility.